Ignazio d’Anzeo: Carpino, il paese e la sua gente

Mostra fotografica a cura di Pietro Vocale

“I dati biografici non dovrebbero interessare. Che importanza puo’ avere la razza, l’età  dell’artista, dove ha studiato, che premi ha avuto? Se la sua opera dice, e’ inutile …se non dice, e’ inutile interessarsi dell’autore”.

Ignazio d’Anzeo, appunti sparsi, ca. 1960

 

Cosଠprendeva appunti su se stesso l’artista fotografo d’Anzeo negli anni ’60, ed e’ con un tale senso di critica ed autocritica che ha condotto la sua breve esistenza. Non sappiamo ancora bene quanto abbia realizzato artisticamente, ma sicuramente sappiamo che era un vulcano di idee e che amava fermare spasmodicamente tali idee in minuti appunti su minuti foglietti. Appunti di pensieri e di disegni, sensazioni e promesse di lavoro, ipotesi di vita intellettiva, ma anche di emozioni ed effetti. In realtà  Ignazio era un solitario e buona parte della sua vita l’ha vissuta come tale. La stessa scelta di isolarsi (1959) in un piccolo paese del Gargano, Carpino, indica la voglia di distaccarsi dagli agii degli affetti familiari sanseveresi, per poter meglio coltivare la sua passione artistica, fotografare, incidere e fantasticare (“preferisco star solo e mi racconto favole”). Una tappa importante della sua vita e’ stato il soggiorno in Inghilterra, dove avrebbe allestito più di una mostra. Purtroppo, la scarsità  di testimonianze dirette e documentali impediscono di verificare l’effettiva sua produzione artistica ed intellettuale e pure sono da soppesare molte sue note autobiografiche impregnate di autostima e disistima, ironia e fantasia. Del resto egli stesso avverte di essere “viaggiatore, artista polivalente presente in differenti musei, scrittore, commerciante, frate monacale, disegnatore di stoffe, illustratore pubblicitario, fotografo, incisore, semantologo di fama, filologo, docente universitario, filosofo, accademico dei Cavalli di Troia, burlone spietato, l’ultimo sopravvissuto dei maledetti, certamente pazzo”. Tale profilo auto ironico e’ indicativo di una personalità  irrequieta, e, sicuramente, l’aver adottato uno pseudonimo artistico OGUJAN poteva servire ad autosmitizzarsi, a non prendersi veramente sul serio (“…lavoro e cambio personalità  a seconda del nome che adotto. Va a finire che a volte dimentico persino come mi chiamo realmente.

E cio’ sarebbe ancora poco. II guaio e’ che a volte dimentico persino chi sono”). In realtà  Ignazio d’Anzeo e’ stato un grande artista, soprattutto fotografo, cronista del vissuto quotidiano, poeta visivo del paesaggio. Con la fotografia descriveva le bellezze naturali, i pini del Gargano, i tramonti sui laghi di Lesina e di Varano, gli usi della povera gente, ma anche le bellezze degli umani, dalle pieghe rugose dei volti anziani macerati dal sole e dalla fatica dei campi, ai corpi sensuali delle giovani fanciulle sue modelle. Ignazio aveva una ricca biblioteca di fotografia, sicuramente la più importante della provincia e forse del Meridione; molti titoli erano in lingua straniera, soprattutto in inglese. Pertanto il lavoro di Ignazio e’ stato un lavoro colto, professionale al massimo. Personalmente lo vedo molto vicino a Cavalli e Giacomelli, senz’altro ha conosciuto l’opera di Michetti. Alla fotografia si dedica completamente sin dal ’52, ventenne, affascinato dall’opera di Atget, di Grosz, di Strand e di Brassai. Suo idolo fu anche Leo Longanesi con il quale sicuramente condivideva un gusto esasperato del paradosso. Al suo attivo ci sarebbero varie cartelle fotografiche e conferenze. Come pure l’asserita presenza in molte importanti collezioni museali straniere, tra cui il M.o.M.A. a New York. C’ e’ da credersi? Probabilmente si, ma questo sarà  oggetto di uno studio successivo più vasto, non potendo esaurire in poche righe una personalità  cosi variegata e bizzarra.

Pietro Vocale

 

Il Comune di Carpino ha accolto con vivo entusiasmo la proposta per una mostra fotografica di opere di uno dei suoi più rappresentativi artisti concittadini contemporanei e, sicuramente, d’Anzeo e’ stato uno dei più completi, riassumendo capacità  umane ed artistiche, inventive e letterarie, un vero poeta e cantore della sua città  elettiva. Perchà©, senza alcun dubbio, a Carpino si e’ compiuto il complesso formativo dell’uomo e dell’artista e Carpino e’ stato il trampolino di lancio per la sua proiezione nel mondo della cultura internazionale. E, tutta la comunità  carpinese deve essere riconoscente a tale artista per aver saputo immortalare con il suo obiettivo gli usi popolari ormai quasi desueti, la pastorizia, il commercio e ogni altro rito legato alla cultura della terra, al rito della raccolta delle olive.

E all’olio e alle olive si deve una parte molto importante dell’economia locale, giustificando l’inserimento della nostra cittadina in una posizione principe degli itinerari oleario-gastronomici regionali, con un prodotto di indiscutibile qualità . La presente mostra, percio’, oltre che essere un doveroso seppur tardivo omaggio ad un personaggio che ha prodotto ed esportato cultura e’ anche occasione per una rilettura del nostro passato per una migliore programmazione della crescita sia culturale che economica e turistica di tutta la città .

Dott. Nicola Maria Trombetta
Sindaco di Carpino

 

La mostra fotografica di Ignazio d’Anzeo offre lo stimolo per un rilancio culturale di Carpino anche per quanto concerne le arti visive nelle sue molteplici espressioni. Carpino e’ stata patria di uomini illustri, dal poeta e letterato Farnese al giornalista Turchi sino al rimpianto storico Peppino D’Addetta, ed e’ sulla scia di questa memoria culturale che vogliamo continuare a perseguire traguardi più ambiti. Pertanto, l’impegno della nostra Associazione sarà  quello di migliorare e promuovere tutte quelle iniziative che possano far riscoprire le nostre origini culturali, per una più efficace valorizzazione anche turistica del nostro territorio. Ci auguriamo percio’ che la mostra di d’Anzeo, abbinata alle altre manifestazioni in corso, anche folcloriche, sia di buon auspicio e garante della serietà  di come stiamo lavorando.

Michele Simone
Presidente Pro Loco, Carpino

 

Oreste Ignazio d’Anzeo, nome d’arte Ogujan, nasce a San Severo il 30-6-1932. Si trasferisce a Carpino nel 1959 (registrato all’anagrafe nel 1960) presso gli zii materni De Cata, nel palazzo di famiglia di via Calvario. Qui apre lo studio fotografico “Laboratori Prisma” (Via Maestra n.44). A Carpino trascorrerà  il resto della sua vita fino alla morte precoce per malattia, sopraggiunta il 12-2-1978.  Vicino all’opera di Atget, Brassai, Strand, progetterà  mostre e cartelle grafiche e fotografiche.
Ha insegnato per molti anni tecnica dell’incisione all’Accademia di BB. AA. di Foggia, dove tuttora i suoi allievi e colleghi lo ricordano con grande stima.

agosto 1999